Logo image
Foto: Yeastup

Dal lievito in eccesso si possono estrarre ingredienti preziosi. Foto: Yeastup

Produzione e consumo Contenuto partner: UBS

Nuova vita per vecchi lieviti

Ogni giorno i birrifici producono tonnellate di lievito in eccesso. La start up Yeastup, una delle vincitrici del SEIF Tech for Impact Awards 2023, utilizza un processo brevettato per trasformarle in proteine e fibre di alta qualità di cui il nostro corpo ha bisogno per costruire e mantenere i muscoli. Un’innovazione per la produzione alimentare.

0

Condividi
Copiare il link LinkedIn
Ascoltare
Logo image

Nuova vita per vecchi lieviti

Condividi
Copiare il link LinkedIn
Ascoltare

5 Min.  •   • 

In un’intervista di Sustainable Switzerland, il CEO e cofondatore di Yeastup, Daniel Gnos, spiega perché il suo prodotto«Yeastin» è superiore ad altre proteine vegane e cosa significa per lui aver vinto il SEIF UBS Award for Social Innovation 2023.

Intervista al signor Gnos: Yeastup è stata un’idea balzana?

Daniel Gnos: Al contrario. Sono un tecnologo alimentare e ho lavorato a lungo nell’industria degli alimenti. L’idea di produrre proteine e fibre di alta qualità dalle eccedenze di lievito dei birrifici ha impiegato molto tempo per maturare in me. Un giorno sono venuto a conoscenza di un vecchio progetto del PF sul lievito, che mi ha dato la spinta motivazionale che mi mancava. Il fatto che questo «potente ingrediente» finisca come mangime per animali non è più al passo con i tempi. Personalmente assumo proteine da anni perché faccio pesistica e cerco di mangiare in modo sano.

Come si è passati dall’idea alla pratica?

Innanzitutto è stato necessario condurre innumerevoli esperimenti per scoprire come estrarre i preziosi ingredienti dal lievito usato. In collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale FHNW abbiamo sviluppato il processo di base grazie anche al finanziamento del Cantone di Argovia. In Urs Briner ho trovato un cofondatore esperto. Nel 2020, nel bel mezzo della pandemia di COVID, abbiamo fondato ufficialmente Yeastup.

Come vi siete ripartiti il lavoro?

Urs ha una grande esperienza in strategia, finanza e IT, mentre io mi occupo di sviluppo, marketing e vendite. Insieme abbiamo formato il nostro team, in cui le competenze dei componenti si completano a vicenda: un aspetto fondamentale per la riuscita del progetto, a cui anche gli investitori prestano molta attenzione.

Yeastup ha sviluppato il prodotto «Yeastin». Di cosa si tratta?

Yeastin è una polvere proteica nativa. La particolarità è che apporta la giusta quantità di aminoacidi essenziali, i componenti alla base delle proteine. Questo profilo aminoacidico vegano presenta una qualità pari a quello delle proteine animali. Tutte le altre proteine vegetali, compresa la popolare proteina del pisello, possono essere assimilate meno dal nostro organismo. In tale ottica, non dobbiamo allevare animali o colture vegetali. Oltre a Yeastin, estraiamo dalla parete cellulare del lievito anche polisaccaridi e commercializziamo questi carboidrati speciali, come i betaglucani, come fibre alimentari di alta qualità con il marchio «UpFiber».

Avete in programma altri prodotti?

In primo luogo vogliamo contribuire a diffondere i nostri prodotti. Yeastup opera nel settore business-to-business. Non ci rivolgiamo quindi direttamente ai consumatori, ma riforniamo principalmente l’industria alimentare. La richiesta della nostra Yeastin Protein è già alta. È un prodotto molto versatile che può essere utilizzato per produrre barrette proteiche, prodotti alternativi alla carne e al formaggio e integratori alimentari. Ritengo che le nostre fibre alimentari, oltre alle loro proprietà salutari e funzionali, abbiano prospettive interessanti anche nell’industria cosmetica.

Supponiamo che Yeastup si affermi sul mercato: riuscirà a reperire una quantità sufficiente di lievito?

Sì. Ci siamo assicurati la fornitura in tutta Europa per dieci anni. Attualmente produciamo piccole quantità nel Cantone di Friburgo e in futuro nei Paesi Bassi. In una prima fase abbiamo deciso di non creare una nostra fabbrica, ma di commissionare la produzione ad alcuni partner.

Daniel Gnos

«La richiesta della nostra proteina Yeastin è già alta. È un prodotto molto versatile che può essere utilizzato per produrre barrette proteiche e integratori alimentari.»

Daniel Gnos

CEO e cofondatore di Yeastup

Yeastup ha vinto il SEIF Award for Social Innovation 2023, sponsorizzato da UBS. Che ruolo hanno per voi gli aspetti sociali e la sostenibilità in generale nel vostro business plan?

Entrambi rientravano sin dall’inizio nell’idea del prodotto. Dando al lievito di birra una seconda vita, contribuiamo con un’impronta ecologica minima all’economia circolare e alla fornitura di proteine per una popolazione mondiale in crescita. Secondo uno studio della FHNW, nel processo di produzione complessivo risparmiamo il 95% di CO2 rispetto alla carne bovina e il 74% rispetto alla proteina del pisello. Contribuiamo a sei Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite: nutrizione, salute e benessere, acqua pulita, innovazione industriale, consumo responsabile e protezione del clima.

Cosa significa per lei aver vinto questo premio?

È un bel riconoscimento del nostro lavoro e dimostra l’importanza del nostro progetto. Ma soprattutto ci sorprende la risonanza che questo premio ha presso il pubblico, anche oltre i confini nazionali. Grazie a questo riconoscimento abbiamo stabilito numerosi contatti interessanti e siamo riusciti a migliorare la nostra visibilità.

Il SEIF UBS Award for Social Innovation prevede un premio in denaro di 10’000 franchi e un workshop strategico presso UBS. Cosa spera di ottenere?

Come start up possiamo investire ogni franco in modo utile. E attendo il workshop sulla strategia con particolare impazienza per conoscere la rete e le esperienze di UBS. Potrebbe essere molto utile per il prossimo ciclo di finanziamento.

SEIF Tech for Impact Awards 2023

Da 13 anni la Social Entrepreneurship Initiative & Foundation (SEIF) – sostenuta da UBS e Julius Baer – premia le aziende innovative europee che contribuiscono ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Su 40 aziende preselezionate, dieci sono finite nella «short list» di quest’anno. Tre di queste hanno vinto e si sono aggiudicate il SEIF Tech for Impact Award. Il SEIF UBS Award for Social Innovation prevede un premio in denaro di 10’000 franchi e, per la prima volta, un workshop strategico di UBS.

Dichiarazione: Questo contenuto è stato creato dalla redazione di Sustainable Switzerland su incarico di UBS.

Pubblicità

Articoli popolari

Articoli consigliati per voi

Foto: Lidl
Alimentazione

Responsabilità verso gli animali

Foto: Lidl
Management

«La sostenibilità genera fiducia»

Foto: Lidl Schweiz
Alimentazione

Passo dopo passo verso la dieta del futuro

Articoli simili

Foto: YASAI
Istruzione

Sapori dalla coscienza pulita

Proteine alternative: un bene per i consumatori, le imprese e il clima
Cambiamento climatico

Proteine alternative: un bene per i consumatori, le imprese e il clima

«Gli acquisti sostenibili non devono necessariamente essere costosi»
Alimentazione

«Gli acquisti sostenibili non devono necessariamente essere costosi»