Logo image
Foto: BMW

BMW

Produzione e consumo Contenuto partner: BMW

«A lungo termine, dobbiamo arrivare a un’economia circolare»

La sostenibilità ha bisogno di un approccio globale e lo capisce anche il BMW Group. Il gruppo automobilistico di Monaco di Baviera considera quindi l’intero ciclo di vita dei suoi veicoli per ridurre in modo mirato le emissioni di CO2 dell’azienda, dallo sviluppo e dalla scelta dei materiali alla produzione e al periodo di utilizzo, fino allo smaltimento e al riciclaggio.

5

Condividi
Copiare il link LinkedIn
Ascoltare
Logo image

«A lungo termine, dobbiamo arrivare a un’economia circolare»

Condividi
Copiare il link LinkedIn
Ascoltare

5 Min.  •   • 

Roberto Rossetti, che si occupa dello sviluppo del ciclo di vita del veicolo completo presso il BMW Group, sa quanto siano efficaci le analisi del ciclo di vita dei veicoli per la riduzione delle emissioni di CO2 e la protezione del clima. Rossetti tiene sotto controllo tutte le emissioni di CO2 del BMW Group.

Nella seguente intervista, Roberto Rossetti spiega come anche le misure e le idee più modeste possono avere un grande effetto, qual è il ruolo dei materiali nel bilancio di CO2 e cosa fa lui stesso anche nella vita privata per contribuire a una maggiore sostenibilità.

Roberto Rossetti, lo sviluppo del veicolo completo è un campo importante. Su cosa si sta concentrando al momento?

Roberto Rossetti: Attualmente la mia attenzione è rivolta principalmente all’analisi del ciclo di vita delle emissioni di CO2 per l’intero BMW Group, dagli edifici alla produzione, fino a ogni singolo veicolo, a ogni componente e allo sviluppo dei materiali. L’analisi del ciclo di vita è particolarmente efficace per la protezione del clima e la riduzione delle emissioni di CO2. In questo modo creiamo trasparenza. Perché ogni veicolo, ogni processo e ogni edificio produce CO2 durante il proprio ciclo di vita. Più conosciamo bene dove si generano le emissioni, meglio possiamo pianificare le relative riduzioni. In un’azienda, sono molti gli elementi che fanno parte di questo processo. Non misuriamo ogni singolo valore, ma uniamo tutti i risultati. Altrettanto efficaci sono i materiali giusti. I materiali riciclati generano emissioni di CO2 notevolmente inferiori durante la produzione, e questo contribuisce a ridurre l’impronta di CO2. Inoltre, riduciamo il nostro impatto sull’ambiente se utilizziamo meno materie prime primarie. Il nostro obiettivo è quello di poter riciclare completamente tutti i prodotti alla fine. Anche i materiali riciclati possono essere riutilizzati, proprio come i residui industriali, ad esempio gli scarti metallici. A ciò si aggiungono le materie prime rinnovabili che acquisiamo da piante o biomassa. Le fibre naturali di lino sono un elemento fondamentale, così come le alternative vegetali alla pelle, che si ottengono da sughero, cactus o funghi. Anche le materie plastiche, che attualmente sono ancora prodotte con il petrolio, possono in parte essere sostituite, ad esempio con quelle prodotte dai rifiuti di legno che presentano un bilancio di CO2 incredibilmente contenuto.

Ora, l’analisi del ciclo di vita ha molte sfaccettature e i materiali offrono opzioni apparentemente infinite. Qual è il suo obiettivo concreto, cosa desidera raggiungere?

Rossetti: Il mio obiettivo è creare trasparenza su tutte le emissioni di CO2 del BMW Group. Se sappiamo quanta CO2 viene generata, sappiamo dove possiamo intervenire per apportare una riduzione significativa. E se ognuno si confronta con questa tematica nella propria funzione, ecco che anche dalla singola persona possono nascere idee originali su come risparmiare CO2. Per quanto riguarda i materiali, la mia attenzione si concentra su materiali innovativi e pronti per il futuro. Nei nostri laboratori interni, conduciamo ricerche collaborando con start-up e discutendo con i rappresentanti dell’industria del riciclaggio. Ma i nostri materiali devono pur sempre soddisfare i nostri requisiti di qualità. Da un punto di vista generale, possiamo plasmare il futuro solo muovendoci in modo sostenibile. Perché le risorse sul nostro pianeta sono limitate, prima o poi si esauriranno. Se vogliamo quindi mantenere e portare avanti l’economia in quanto tale, dobbiamo arrivare a lungo termine a un’economia circolare che funzioni sulla base dei materiali già disponibili.

Foto: BMW

Fonte: BMW

Quali sono le difficoltà e gli ostacoli che si trova a dover affrontare lungo il percorso?

Rossetti: Il bilancio di CO2 e la riduzione delle emissioni di CO2 sono concetti molto complessi: è questo che rende tutto il processo più difficile. Dobbiamo fare attenzione a non perderci in piccolezze, concentrandoci invece, innanzitutto, su quelle che sono le principali cause. Quindi, in seguito, possiamo proseguire passo dopo passo. Per quanto riguarda i nuovi materiali riciclati, ho già menzionato la qualità come fattore di sfida. Quanti materiali secondari possiamo utilizzare continuando comunque a soddisfare i nostri requisiti? Inoltre, per la produzione dei nostri veicoli vogliamo impiegare sempre più materiali riciclati. Deve, però, essere garantito che tali materiali ci arrivino, ovvero garantire una sicurezza dell’approvvigionamento. A tal fine, chiediamo determinate quantità ai fornitori, definendo obiettivi chiari. Questo fa in modo che anche i fornitori siano stimolati a crescere in questa direzione. La mia solida rete di contatti mi è di grande aiuto quando cerco di trovare una soluzione a tutte queste questioni. Sono davvero molti i reparti che devono collaborare tra loro. La strada da percorrere è già definita, è chiara ed è accettata. Ma per quanto riguarda il COSA e il COME, dobbiamo lavorare insieme per una soluzione.

Tutto questo impegno in termini di emissioni di CO2, analisi e materiali riciclati si ripercuote sul suo comportamento privato?

Rossetti: Sì, non posso farne a meno. Porto con me questo modello di pensiero, indipendentemente da dove mi trovi. Mi chiedo quale sia il consumo di CO2 ogni volta che decolla l’aereo su cui sto viaggiando. Quando faccio la spesa, presto attenzione a quanta CO2 sia già stata generata durante la produzione e il trasporto. La mia sensibilizzazione è elevata e sono attento anche ai piccoli passi. Infatti, ho imparato anche che è l’unione di tanti passi sostenibili che ci porta avanti. Purtroppo non esiste una singola soluzione.

In una frase: cosa la motiva ogni giorno a impegnarsi per raggiungere questi obiettivi?

Rossetti: Voglio lasciare ai miei figli un bel pianeta Terra! Mi capita di ascoltare quando i bambini parlano di questo tema, ad esempio sento mia figlia che dice: «Spegni la luce, non fa bene all’ambiente». I nostri figli sono naturalmente colpiti da tutto questo. Vorrei lasciare loro un pianeta Terra in buone condizioni.

E quand’è che si sente bene, quand’è che è soddisfatto?

Rossetti: È bello quando raggiungiamo i nostri obiettivi. Già questo mi rende soddisfatto. Ma, in realtà, il lavoro è appena iniziato e abbiamo ancora molto da fare. Che si tratti di economia circolare o di emissioni di CO2: siamo appena all’inizio, è arrivato il momento di fare sul serio!

Dichiarazione: Questo contenuto è stato creato da BMW nell'ambito della partnership con Sustainable Switzerland.

Questo articolo è pubblicato su

Pubblicità

Articoli popolari

Articoli consigliati per voi

Foto: PD
Mobilità

«Alluminio verde» per la produzione BMW

La mobilità verde inizia dalla progettazione delle auto
Cambiamento climatico

La mobilità verde inizia dalla progettazione delle auto

L’economia circolare sta decollando
Economia circolare

L’economia circolare sta decollando

Articoli simili

La vie sans plastique: utopie ou nécessité?
Economia circolare

Una vita senza plastica?

Quanto sono sostenibili i festival popolari?
Economia circolare

Quanto sono sostenibili i festival popolari?

Uso di fibre naturali nella BMW M4 GT4: la casa automobilistica punta sulle strutture leggere bio ideate da Bcomp.
Economia circolare

Il piacere di guidare parte dall’innovazione