Logo image
Foto: Swisscom

Le soluzioni smart riducono notevolmente il fabbisogno energetico degli edifici. Fotos: Swisscom

Clima ed energia Contenuto partner: Swisscom

Più dati, meno emissioni

Con sensori, dati e tecnologia dell’informazione si aprono nuove possibilità di migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Swisscom aiuta la sua clientela commerciale a scegliere i tool data-driven e a integrarli nell’ambiente IT. L’obiettivo: un buon bilancio climatico in azienda e soluzioni intelligenti per raggiungere il target zero netto.

Layer 1 Layer 1

0

Logo image

Più dati, meno emissioni

Condividi
Copiare il link LinkedIn
Ascoltare

6 Min.  •   • 

Comprensibilmente quando si parla di riduzione delle emissioni di CO₂ l’opinione pubblica tende a vedere nella mobilità il potenziale maggiore. Per raggiungere il target zero netto entro il 2050 occorre però far leva anche su altri fattori non meno significativi. Per esempio sul settore immobiliare, che in Svizzera è responsabile di 1/3 delle emissioni di CO₂ e del 40% del consumo energetico. Abbiamo inoltre circa un milione di case quasi o del tutto prive di coibentazione che andrebbero risanate urgentemente e 2/3 degli edifici sono tuttora dotati di riscaldamento convenzionale elettrico o a combustibile fossile. C’è quindi bisogno d’intervenire.

Bilancio climatico dal 2024

L’obbligo del bilancio climatico a partire dal 2024 vale soprattutto per le imprese: già dall’inizio dell’anno, in tutta la Svizzera quelle con 500 o più dipendenti dovranno fornire informazioni precise sulla loro impronta di CO₂ – emissioni dei fornitori incluse. Il bilancio climatico è pertanto fondamentale. «Negli ultimi due anni l’attenzione per questo tema è molto cresciuta», così Res Witschi, delegato per la digitalizzazione sostenibile presso Swisscom. Dai rilevamenti – spiega Witschi – emerge un costante aumento delle imprese che misurano l’impronta di CO₂ sulla base di dati e perseguono obiettivi climatici concreti.

Stando a uno studio di Swiss IT, se l’anno scorso le aziende che quantificavano l’impronta ecologica con modelli di calcolo erano il 13% di quelle interpellate, ora sono 1/3. E la tendenza è al rialzo. Dato il suo impegno di lungo corso per l’ambiente, la stessa Swisscom è considerata la società di telecomunicazioni più sostenibile al mondo. Per il 2025 intende raggiungere la neutralità climatica lungo tutta la catena del valore e, insieme alla clientela, risparmiare un milione di tonnellate di CO₂ all’anno. Se da un lato deve fare ordine in casa propria, dall’altro, in quanto driver tecnologico di punta, mira a sviluppare e offrire servizi e prodotti che consentano sia alle grandi aziende che alle PMI di operare in modo più sostenibile, spiega Witschi. Anche qui la parola d’ordine è bilancio climatico.

Rendere visibile l’invisibile

Da questo punto di vista un ruolo chiave spetta ai dati. E se di mezzo ci sono efficienza, utilizzo e automazione, ciò vale soprattutto per quelli relativi all’infrastruttura immobiliare. «I dati creano trasparenza e a volte gettano luce su aspetti magari rimasti a lungo in ombra», continua Witschi. «Inoltre forniscono all’impresa una base per escogitare soluzioni intelligenti».

Nel settore immobiliare le emissioni si possono ridurre in tanti modi, p. es. migliorando l’efficienza energetica, ma anche sfruttando fonti energetiche a basse emissioni di carbonio e incentivando pratiche edilizie ecocompatibili. Non stupisce più di tanto che a pesare sul bilancio ecologico siano soprattutto gli edifici nuovi: già in fase di costruzione e allestimento generano infatti la metà delle emissioni di CO₂ prodotte durante i 50 anni del loro ciclo di vita.

Spesso ristrutturare un edificio vecchio è più sostenibile che non costruirne uno nuovo. A patto di ricorrere ai giusti strumenti, poi, un’azienda può aumentare l’efficienza energetica e ridurre l’impronta ecologica anche degli edifici esistenti. Sul solo fronte del consumo di corrente elettrica con le giuste misure tecniche nel parco immobiliare svizzero vi è un potenziale di risparmio del 25-40%. A rivelarlo è un’analisi dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) risalente al 2022. Essendo basate su fatti anziché su stime e sondaggi, all’atto pratico le analisi data-driven sono logicamente molto più precise delle tabelle Excel. E offrono delle basi affidabili per definire obiettivi misurabili e provvedimenti.

«Sul solo fronte del consumo di corrente elettrica nel parco immobiliare svizzero vi è un potenziale di risparmio del 25-40%.»

Interazione positiva

Swisscom è attivamente impegnata nell’adozione di nuove soluzioni tecnologiche che permettano non da ultimo di costruire in modo più ecologico. Ogni anno, p. es., premia le migliori innovazioni climatiche digitali con lo «IoT Climate Award». Negli ultimi anni ha inoltre inaugurato diverse partnership con start-up e imprese innovative operanti nel settore dell’informatica e delle infrastrutture immobiliari. La collaborazione è sempre basata sullo scambio di know-how. Swisscom può così approfittare delle competenze dei partner per controllare l’efficienza energetica dei suoi edifici, mentre i partner traggono beneficio dalle modernissime tecnologie di comunicazione e informazione di Swisscom.

Cooperazioni di questo tipo sono state siglate p. es. con Viboo – uno spinoff dell’Empa – e con Ecco2 Solutions AG, impresa con sede nel Canton Friburgo. Entrambe le aziende sviluppano tool digitali per l’ottimizzazione del fabbisogno termico degli e negli edifici. Basate su intelligenza artificiale e Internet delle cose (Internet of Things o IoT), queste soluzioni sono studiate per consentire un risparmio energetico nell’ordine del 20-30%.

La soluzione IoT Ecco2 Building Intelligence, p. es., trova già impiego in più di 700 edifici. Oltre a misurare la temperatura esterna, negli ambienti interni rileva temperatura, umidità e concentrazione di CO₂ ogni 15 minuti e il consumo energetico in tempo reale. «In assenza di misurazioni negli interni la gestione del riscaldamento equivale a un puro e semplice volo al buio», così Antoine Eddé, presidente del CdA e Product Strategist di Ecco2 Solutions, spiega l’approccio. «Il nostro sistema prevede le temperature interne ed esterne degli edifici. In caso d’improvviso aumento della temperatura, p. es. per effetto dell’irraggiamento solare diretto, il riscaldamento viene abbassato in anticipo».

A raccogliere i dati sono dei cosiddetti sensori long-range (LoRa) installati in punti strategici dello stabile. L’algoritmo analizza e ottimizza il fabbisogno termico del momento. «Tenendo conto del clima di oggi l’intelligenza artificiale migliora il clima di domani» osserva Antoine Eddé.

Viboo genera invece un gemello digitale di ciascun ambiente. Grazie ad algoritmi «previdenti», nella realtà i termostati vengono regolati in modo che in ciascun locale si possa contare su un comfort e un’efficienza energetica ottimali. Lo stesso dicasi per il riscaldamento a pavimento. Viboo si occupa degli algoritmi e della programmazione del necessario software, i termostati sono forniti da aziende leader del settore.

Agire sostenibile

Semplici misure, più efficienza energetica

Verso il target zero netto sulla base di dati – l’approccio tecnologico rende possibile e favorisce l’adozione di misure concrete nel quotidiano. In un edificio ci sono tanti fattori su cui intervenire per ridurre il consumo energetico. Si parte dal bagno per arrivare al garage sotterraneo. Qualche esempio:

  • Coibentazione di tetto, pareti esterne, soffitto della cantina
  • Impianto di riscaldamento moderno
  • Finestre di qualità
  • Impianto fotovoltaico
  • Infrastruttura per la mobilità elettrica
  • Comandi intelligenti
  • Pianificazione a 360 gradi
  • Rispetto dei label per gli edifici

Scambiare dati e nozioni

Res Witschi, delegato per la digitalizzazione sostenibile presso Swisscom, sottolinea l’utilità che innovazioni come Viboo ed Ecco2 Building Intelligence hanno soprattutto per le aziende. I tool per l’analisi data-driven potrebbero essere visti come un’alternativa agli interventi di risanamento, ma anche integrare questi ultimi in maniera ottimale.

In ultima analisi si tratta di voler intraprendere nuove vie e considerare i dati come parte di qualcosa di più ampio, e non come valori a sé stanti. «Il vero potenziale dei dati e dell’interconnessione consiste senz’altro in ecosistemi nei quali far confluire dati e nozioni di partner diversi», sottolinea Witschi. Proprio in quest’ottica Swisscom sta ora mettendo a punto per i suoi clienti commerciali delle soluzioni sostenibili di tipo data-driven.

Foto: Swisscom

Res Witschi, Delegato Swisscom per la digitalizzazione sostenibile

Checker Swisscom: verso il bilancio climatico

Per le aziende non sempre è facile compilare un bilancio climatico e, partendo da quest’ultimo, capire quali misure concrete di riduzione adottare. Swisscom ha pertanto messo a punto un Checker che in pochi clic permette alle imprese di fare il punto della situazione e indica loro le potenziali tappe successive. M

Maggiori informazioni

Dichiarazione: Questo contenuto è stato creato dalla redazione di Sustainable Switzerland su incarico di Swisscom.

Pubblicità

Altri articoli

https://pixabay.com/photos/dry-arid-yellow-nature-landscape-856544/
Cambiamento climatico

Se il 2024 fosse ancora più caldo

Foto: economiesuisse
Economia circolare

Dal Vallese nel mondo

Cervello con motivi geometrici
Economia circolare

Intelligenza artificiale e sostenibilità: i termini da conoscere