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Foto: Patrick Tomasso / Unsplash

Società

La disinformazione sull’innalzamento globale del mare

Nonostante il grande consenso scientifico sulle cause dei cambiamenti climatici e sulle sue conseguenze negative, le notizie false sul tema sono ancora diffuse

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La disinformazione sull’innalzamento globale del mare

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Il 20 marzo l’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), un organismo delle Nazioni Unite considerato una delle fonti più autorevoli sui cambiamenti climatici, ha pubblicato un nuovo rapporto sugli impatti del riscaldamento globale. Gli scienziati hanno ribadito che le temperature sono aumentate in media di oltre 1°C dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi a causa delle attività umane, con gravi danni per gli ecosistemi e l’ambiente.

Nonostante il grande consenso scientifico sulle cause dei cambiamenti climatici e sulle sue conseguenze negative, la disinformazione sul tema è ancora diffusa. Per esempio c’è chi nega che l’innalzamento del livello del mare sia causato proprio dai cambiamenti climatici, condividendo contenuti falsi, fuori contesto o fuorvianti.

Il confronto tra due foto della Statua della Libertà 

In questi giorni stanno circolando sui social due foto messe a confronto tra loro, con commenti in italiano, inglese e spagnolo. La prima foto mostra, in bianco e nero, l’isolotto dove si trova la Statua della Libertà a New York, con indicata la data «1898». La seconda foto mostra la stessa scena, questa volta a colori, con la data «2017». In entrambe le immagini il livello dell’acqua del mare sembra essere lo stesso. «Questo è l’aspetto del catastrofico innalzamento del livello del mare», si legge nel commento che accompagna il post sui social.

In pratica, secondo chi condivide questo contenuto, le due foto dimostrerebbero che il livello dell’acqua davanti al celebre monumento statunitense non si è alzato in oltre un secolo. E che quindi il riscaldamento globale e le sue conseguenze non sarebbero reali.

In realtà un confronto di questo tipo è fuorviante e non dimostra nulla, come hanno spiegato vari esperti ad agenzie stampa come Reuters, Associated Press e Afp, o a siti di fact-checking come Politifact.

Con la ricerca inversa delle immagini è possibile scoprire quando sono state scattate le due foto. La prima foto, quella in bianco e nero, è stata effettivamente scattata nel 1898. La seconda, quella a colori, è presente online dal 2012, quindi è più vecchia rispetto alla data indicata (2017) nel contenuto che stiamo analizzando. Il lasso di tempo che intercorre tra le due immagini è comunque più di un secolo.

Da queste due foto non si può però dedurre che l’innalzamento del mare non sia reale. Per esempio non sappiamo durante quali cicli di marea sono stati realizzati i due scatti. Iris Moeller, professoressa di geografia al Trinity College di Dublino in Irlanda, ha spiegato che se la foto più vecchia è stata scattata con l’alta marea e quella più recente con la bassa marea, «questo ovviamente maschererà l’innalzamento medio del livello del mare». Inoltre, ha aggiunto l’esperta, «anche se le immagini fossero un’indicazione del livello medio del mare nel corso di diversi anni – e chiaramente non lo sono – si riferirebbero a quello che chiamiamo «livello del mare relativo»». Questa espressione indica il livello del mare rispetto a un punto di riferimento sulla terraferma.

Ma come si calcola il livello medio del mare, allora?

I dati sull’aumento del livello del mare

Questo calcolo utilizza medie mensili o annuali, cioè non influenzate da maree o condizioni meteorologiche, come ha chiarito Jennie Lyons, portavoce dell’Amministrazione nazionale per l’oceano e l’atmosfera (Noaa), l’agenzia scientifica statunitense che si occupa di previsioni meteorologiche e del monitoraggio delle condizioni oceaniche e atmosferiche.

Secondo i dati della Noaa, il livello globale del mare dal 1880 in poi è aumentato in media tra i 21 e i 24 centimetri, con un tasso di crescita che negli ultimi decenni sta accelerando. L’innalzamento del livello medio del mare è documentato anche dai dati satellitari della Nasa e da quelli dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eaa). Nel suo ultimo rapporto l’Ipcc ha affermato che «l’influenza umana è stata molto probabilmente la causa principale di questi aumenti almeno dal 1971».

Catherine Walker, scienziata associata specializzata in fisica e ingegneria oceanica applicata presso la Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts, ha dichiarato che «nessuno ha detto che in questo momento l’innalzamento del livello del mare è catastrofico». Secondo la scienziata, però, «il problema con l’innalzamento del livello del mare è che anche una piccola quantità ha un grande impatto».

Per esempio, in base a un rapporto del 2022 di Noaa, l’innalzamento del livello del mare nei prossimi 30 anni creerà un profondo cambiamento per quanto riguarda le inondazioni costiere, «provocando l’aumento delle altezze delle maree e delle mareggiate e raggiungendo l’entroterra». Entro il 2050, inoltre, è previsto «che le inondazioni «moderate» – ossia quelle tipicamente dannose – si verificheranno, in media, oltre dieci volte più spesso di oggi».

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