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Uno studio di Boston Consulting Group offre dati interessanti sull’impiego dell’intelligenza artificiale. Foto: BCG

Economia Contenuto partner: Boston Consulting Group (BCG)

I dati come leva per frenare il cambiamento climatico

Il potenziale dell’intelligenza artificiale nella lotta al cambiamento climatico è enorme – può misurare, ridurre e addirittura eliminare le emissioni dall’atmosfera.

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I dati come leva per frenare il cambiamento climatico

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C’era una volta... il lago Ciad. Negli anni ‘70 questa riserva d’acqua nel cuore dell’Africa si estendeva su oltre 25 000 km2 – una superficie grande quanto i cantoni Grigioni, Berna, Vallese, Vaud e Ticino messi insieme. Oggi il lago Ciad copre appena 2500 km2. Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sempre più evidenti – dalle siccità prolungate per anni alle tempeste dalle conseguenze devastanti.

L’intelligenza artificiale (IA o, dall’inglese, AI) può rivelarsi uno strumento potente nella lotta contro la più grande sfida globale dell’età moderna. È in grado infatti di contenere gli effetti dei gas serra, misurare le emissioni o addirittura eliminarle dall’atmosfera.

Strumento utile

Sono sempre di più le persone con potere decisionale d’imprese, politica ed enti amministrativi che riconoscono il potenziale dell’intelligenza artificiale: è quanto emerge da un sondaggio attuale di Boston Consulting Group (BCG), una delle aziende leader nella consulenza aziendale, condotto tra manager di tutto il mondo che nella loro organizzazione del settore pubblico o privato si occupano di tematiche legate al clima o all’IA. L’87% considererebbe ormai l’intelligenza artificiale come una valida leva nella lotta ai cambiamenti climatici e il 43% si dice disposto a utilizzare concretamente la tecnologia del futuro per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità.

I risultati del sondaggio sono stati pubblicati all’interno dello studio «How AI Can Be a Powerful Tool in the Fight Against Climate Change», realizzato da BCG insieme ad AI for the Planet, un’iniziativa fondata da Startup Inside, AI for Good Foundation, BCG e diverse organizzazioni dell’ONU. L’alleanza sostiene l’impiego dell’intelligenza artificiale e dell’Advanced Analytics per combattere la crisi climatica planetaria.

Cos’è l’intelligenza artificiale?

In realtà l’IA non è una tecnologia bensì un termine generico per indicare l’apprendimento automatico. Un software riconosce le correlazioni anche in mezzo a immense quantità di dati, trae conclusioni logiche e formula diagnosi future precise. I dati possono essere registrati da interfacce molto diverse, p. es. anche tramite riconoscimento vocale o delle immagini. «La capacità propria dell’IA di raccogliere, completare e interpretare complesse moli di dati sulle emissioni e sugli effetti climatici mette a disposizione le informazioni necessarie per abbattere con efficacia le emissioni di gas serra», spiega Jürgen Rogg, Managing Director & Senior Partner, Leader Technology & Digital in Central Europe di Boston Consulting Group. Le applicazioni IA p. es. possono contribuire a ridurre l’impronta di CO2 dell’industria. Decisiva è comunque la sensibilizzazione all’interno dell’impresa sulla portata del problema. Grazie all’IA è possibile determinare le emissioni di ciascun prodotto, fase di produzione e anello della catena di fornitura. «Se i fabbricanti conoscono il punto e il volume delle emissioni prodotte possono anche ridurle efficacemente o perfino evitarle», continua Jürgen Rogg.

Secondo i calcoli di BCG l’uso dell’IA consente di tagliare le emissioni nocive della produzione industriale del 5%-10% pari, a livello globale, a 2,6-5,3 gigatonnellate d’anidride carbonica equivalente (CO2e). La piattaforma CO2 AI di BCG, per esempio, aiuta le imprese a misurare, simulare, tracciare e ottimizzare le loro emissioni.

Sebbene la riduzione dei gas serra sia un passo importante, ancora non è sufficiente. L’obiettivo delle zero emissioni nette potrà essere raggiunto solo se si riuscirà a rimuovere attivamente il CO2 dall’atmosfera. Secondo le prognosi del Consiglio mondiale del clima se si vuole limitare il surriscaldamento terrestre a 1,5 °C, insieme alle altre misure sarebbe necessario eliminare entro la metà del 2050 fino a 12 gigatonnellate di CO2 all’anno dall’atmosfera. Come può funzionare in concreto?

La Terra assorbe il carbonio presente nell’aria per fissarlo nella vegetazione – foreste, alghe e zone umide. Le soluzioni basate sull’IA valutano le immagini satellitari e a partire da queste sono in grado di stimare con elevata precisione il sequestro di carbonio nell’ecosistema. Vengono così fornite informazioni importanti a politici ed enti amministrativi p. es. sull’impatto della deforestazione e sull’efficacia delle misure di rimboschimento. Anche Pachama, un offerente di certificati ambientali, usa le immagini satellitari e l’IA per misurare e monitorare il carbonio immagazzinato nelle foreste. L’intelligenza artificiale viene applicata anche per il lago Ciad. Con l’ausilio dei dati d’IA, il portale del monitoraggio della qualità dell’acqua dell’Unesco controlla la qualità del lago dalle cui acque dipende la vita di 40 milioni di persone.

Foto: BCG

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Sondaggio BCG su IA e cambiamento climatico

I quadri dirigenti del settore pubblico e privato responsabili di clima e IA sostengono la lotta contro il cambiamento climatico.

Sistemi d’allarme rapido

Ridurre i gas serra che danneggiano il clima è tanto importante quanto migliorare la resilienza: le società di tutto il mondo devono adeguare i loro sistemi economici e modo di vivere alla nuova situazione ambientale. Con tutta probabilità le violente piogge e le inondazioni catastrofiche in Libia, Grecia, Spagna e Italia non resteranno fenomeni isolati. È dunque necessario prepararsi.

I sistemi d’allarme rapido basati sull’IA possono salvare vite. Sono più esatti e veloci dei metodi tradizionali in quanto elaborano e analizzano i dati in tempo reale – come nell’analisi delle immagini satellitari per riconoscere gli incendi forestali e prevederne la probabilità. Nel 2019 l’Unesco ha pertanto avviato una partnership in Africa occidentale con esperti del posto per realizzare sistemi d’allarme rapido in grado d’aiutare 11 Stati a far fronte ai rischi d’inondazione nel bacino del Niger e del Volta.

Come riferisce l’UNHCR, ogni anno in media 20 milioni di persone devono abbandonare il luogo in cui vivono a seguito d’eventi meteorologici estremi e trasferirsi in altre zone del Paese. Magari l’applicazione dell’intelligenza artificiale non può impedire che ciò si verifichi, può però migliorare la pianificazione e le tempistiche.

L’IA rende possibili modelli climatici dettagliati a livello regionale e p. es. previsioni sulla resa dei raccolti e della pesca. Le istanze decisionali della politica e dell’economia hanno così la possibilità di contrastare per tempo le evoluzioni negative e investire in sistemi di difesa dalle inondazioni o iniziare una ristrutturazione economica. Se p. es. il crescente livello del mare mette a rischio l’infrastruttura costiera d’un arcipelago, potrebbe essere opportuno incentivare per tempo lo sviluppo delle aree all’interno del Paese. L’IA può aiutare a combattere il cambiamento climatico ma la strada è ancora lunga. Le soluzioni vanno prima sviluppate e per farlo servono non solo soldi ma anche conoscenze specifiche. Il sondaggio di BCG mostra che c’è senz’altro la volontà d’usare l’IA. Ma evidenzia anche gli ostacoli: il 78% degli intervistati lamenta l’insufficiente competenza in materia all’interno o all’esterno della sua organizzazione, il 77% critica la mancanza d’una soluzione IA collaudata per numerosi problemi e il 67% dice di non fidarsi dei dati e delle analisi d’IA. Il problema: molte applicazioni IA esistenti usate nell’ambito del cambiamento climatico sono soluzioni frammentate difficilmente accessibili e mancano le risorse necessarie per scalarle.

Identificare i responsabili

Il fattore decisivo se si vuole che le soluzioni IA prendano piede su vasta scala – indipendentemente dal fatto che siano state sviluppate per le imprese, le autorità o per il vasto pubblico – è che siano intuitive. Devono risultare facilmente accessibili, offrire benefici tangibili e informazioni chiare su come applicarle nel concreto. Un esempio positivo è il tool online Climate Trace poiché sensibilizza sul problema. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale identifica i responsabili dell’inquinamento a livello mondiale e visualizza in tempo reale le fonti di biossido di carbonio, metano e protossido d’azoto. L’utente può – analogamente a Maps – cliccare su un punto qualsiasi del mondo e vedere quale impresa del posto emette quanta anidride carbonica equivalente.

L’esperto di BCG Jürgen Rogg è entusiasta dei vantaggi derivati dall’apprendimento degli algoritmi: «L’IA può giocare un ruolo decisivo per superare le sfide del cambiamento climatico. Prima però occorre far fronte a una serie d’ostacoli: dobbiamo creare competenze e fiducia, ampliare le capacità e assicurarci che l’IA sia accessibile a imprese e organizzazioni. Solo così potremo sviluppare e applicare soluzioni IA veramente efficaci»

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Jürgen Rogg, Managing Director & Senior Partner, Leader Technology & Digital in Central Europe, Boston Consulting Group

Agire sostenibile

Cinque applicazioni importanti dell’IA

Queste applicazioni dell’intelligenza artificiale aiutano a superare le sfide del cambiamento climatico:

  1. Con l’IA i modelli climatici e le previsioni sono più precisi. Forniscono basi decisionali importanti per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
  2. Una gestione energetica controllata dall’IA ottimizza il consumo d’energia e riduce le emissioni negli edifici o nella logistica.
  3. I rischi climatici, come p. es. l’innalzamento del livello del mare o eventi meteorologici estremi come carenza alimentare e idrica, possono essere meglio valutati con l’intelligenza artificiale.
  4. L’IA può essere usata per ottimizzare le catene di fornitura e diminuire le emissioni nella produzione e nei trasporti.
  5. L’alterazione d’acqua, flora e fauna può essere valutata con maggiore efficacia. Ciò consente una migliore tutela di queste risorse naturali.

Dichiarazione: Questo contenuto è stato creato dalla redazione di Sustainable Switzerland su incarico di BCG.

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